Il memoriale della Repubblica, dalle carte di Moro la verità negata della storia nella ricerca di Gotor

La terribile vicenda di un documento nascosto, censurato e disperso, che consente di ricostruire la crisi della Repubblica. Scritto e riscritto, fotocopiato e battuto a macchina dai brigatisti, il memoriale che Aldo Moro produsse durante il suo rapimento per rispondere agli interrogatori dei terroristi delle Brigate Rosse è stato al centro di una rete di delitti, ricatti, conflitti tra poteri legittimi e non, che ha coinvolto alcuni tra i protagonisti della storia repubblicana e molti dei suoi snodi più inquietanti: dal generale Dalla Chiesa ad Andreotti, da Gladio alla P2, dai servizi segreti alla banda della Magliana, dall’omicidio del giornalista Pecorelli ai brigatisti Moretti, Gallinari, Senzani e Fenzi.

Le domande di un giallo storico
Lo stesso memoriale è incompleto, lacerato, avvolto dal mistero: perché le Br non lo resero mai pubblico come invece avevano promesso? I dattiloscritti rinvenuti nel covo brigatista di via Monte Nevoso nel 1978 furono censurati e da chi? Perché dovettero passare 12 anni prima che nel medesimo covo fosse scoperto un nascondiglio da cui emersero numerose fotocopie degli autori di Moro? E dove è finito il manoscritto originale? E cosa vi era scritto?

Le risposte a tali domande si trovano nel libro “Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano” di Miguel Gotor, docente di storia moderna presso l’università di Torino, edito da Einaudi, nel quale l’autore dimostra, come già nella sua fortunata edizione delle lettere dalla prigionia, che è possibile sottrarre  le carte di Alto Moro alle dietrologie e ai sospetti, per consegnarle al rigore del metodo storico. Vengono così decifrati i segni di una sanguinosa e decennale lotta di potere, in cui la politica, le ambizioni personali, la criminalità e gli affari si intrecciano con la crisi della Repubblica. Un enigma italiano che ora può rivelare la sua soluzione (dalla seconda e terza di copertina del libro).

La forza del tempo
Il libro è stato presentato alla Mediateca Montanari di Fano, nell’ambito della rassegna “Con le parole giuste”. Il giornalista Lorenzo Furlani ha intervistato Miguel Gotor sviluppando una riflessione sulla verità negata della storia repubblicana e sulla forza del tempo che con il suo decorso se da un lato può rivelarsi complice dei colpevoli sul piano processuale, con l’istituto della prescrizione che estingue i reati, dall’altro lato si manifesta alleato dei ricercatori, perché allenta l’oppressione delle coscienza e può liberare le voci (gratitudine alla memoria di Ettore Marini, autore dei video).